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Comune di Terracina

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La città viene chiamata in antico con due nomi: Anxur e Tarracina. Anxur è nome volsco come si evince da antichi scrittori (PLINIO, III, 3, 9, 5-6: oppidum lingua Volscorum Anxur dictum); e il nome è quello stesso di Giove fanciullo (Iupiter Anxur o Anxurus), la divinità protettrice della città, venerata sulla vetta del monte che domina l'abitato,l'antico mons Neptunius oggi Monte S. Angelo.
Il nome Tarracina, viene ritenuto da alcuni studiosi di origine preindoeuropea; altri di origine etrusca, da collegarsi con Tarchna e Tarchuna, che è lo stesso nome di Tarquinii. Secondo questi ultimi Tarracina sarebbe in anteriore al nome Anxur dato alla città dai Volsci che fecero di Tarracina una loro roccaforte. Nel 329 a. C. fu dedotta a Terracina una colonia maritima civium romanorum e questa fu detta colonia anxurnas; tuttavia l'antica denominazione Tarracina riprese poi il sopravvento. Oggi Terracina la si raggiunge attraverso la via Pontinia che scende da Roma verso Napoli.
Da alcuni anni questa terra, cosi bella e tranquilla, può essere raggiunta sull'interno anche attraverso la ss dei Monti Lepini che la collega in maniera veloce (circa 30 minuti) a Frosinone con l'allacciamento con la A1.
Lo snodo si connota come un collettore viario importantissimo tra la ss Pontinia, la ss Appia, l'autostrada del Sole Roma-Napoli e attraverso questa con le autostrade per l'Aquila e Bari e con gli aeroporti di Roma, Fiumicino e Ciampino, e di Capodichino a Napoli.
Il territorio si trova al centro dell'agro-pontino, una terra rigogliosa sulla quale una grande distesa di serre consente una copiosa produzione di ortaggi di ogni genere e di altissima qualità.

Una terra dunque rigogliosa, ricca di acque sorgive e, attraversata da canali di diversa fattura che le convogliano prima per i campi e poi le accompagnano fino al mare.
La canalizzazione delle acque, iniziata già nel medio evo, è distribuita su due foci dove si trovano anche i due porti della città Porto Badino, a monte della zona più abitata, un porto che ospita imbarcazioni da diporto, diverse aziende di rimessaggio nautico, commercio di esche vive e tutto ciò che è legato alla pesca e al diporto. Viene anche esercitata l'antica pesca del bilancino con le tipiche reti sospese sulla foce del fiume di cui il porto ha preso il nome: Badino
Da qui, a ridosso del mare e della meravigliosa spiaggia che si snoda per chilometri a nord e a sud, libera, larga e bella, si diramano alcuni campeggi discreti, silenziosi, rispettosi per coloro che amano il sole, il mare, la fauna stanziale e migratoria e la serenità .

Intorno a questo secondo porto ci sono botteghe dove si trova il pesce appena pescato, lo stesso pesce che poi alimenta le diverse trattorie e ristoranti che si trovano nella zona e soddisfano il gusto degli amanti del mare. Dopo aver soddisfatto i bisogni del mercato locale le cassette di pesce fresco partono la mattina presto per i mercati ittici internazionali di Fiumicino e per il mercato locale di Gaeta.
La mattina, con il sole, fare una passeggiata sul porticciolo, soffermarsi ad ammirare il pesce, a guardare le vasche delle aragoste e parlare con i pescatori, che sulla riva rammendano le reti, è una delle meraviglie della vita ancora possibili a Terracina.


Accanto al porticciolo la villa comunale ospita i bambini e le mamme che cercano nel prato e sotto le palme la frescura per un gioco sereno, subito dopo il bagno che si può fare nel mare prospiciente.
Il mare infatti lambisce dolcemente una riva fatta di sabbia che si estende a sud fino a Gaeta passando per il lago di Fondi, Sperlonga e continuando fino a Formia e prosegue a nord fino al promontorio di San Felice Circeo dove si trova il Parco del Circeo, il lago di Sabaudia e l'altra oasi naturale protetta e ricca di vegetazione e di una fauna variegata.
Lungo la lunghissima e bionda spiaggia corre la passeggiata sul mare con una strada costeggiata di palme altissime e dinoccolate che danno un senso di esotico al paesaggio e che sembrano costituire sentinelle del tesoro che sta sotto ai loro piedi

Una spiaggia bella, una sabbia fine e ombrelloni che d'estate si colorano d'improvviso; un panorama abituale fatto solo di mare e di cielo, di qualche pescatore che lancia il filo al largo con canne lunghissime e attrezzate.
Dalla parte opposta della strada che costeggia il mare e la passeggiata si trovano numerose case per la villeggiatura. Basse di due, massimo tre piani, discrete e circondate da alberi di arance e fiori che in primavera emanano un profumo inebriante. Ogni tanto compare un albergo, una pensioncina, un ristorante. Ma anche questi sono piccoli, a conduzione familiare, che fanno del villeggiante un ospite in casa propria.

Ogni alberghetto che si trova sulla passeggiata a mare ha una veranda che guarda la spiaggia e il meraviglioso panorama dove il Circeo e le isole pontine spesso sembrano vicini e disegnati da un pittore amorevole.
La mattina si può fare colazione guardando la spiaggia, il bagnino che spazza la sua sabbia, aggiusta gli ombrelloni, apre le sedie a sdraio e aspetta i suoi clienti. Si vede qualche mamma con il bimbo da allattare in braccio perché si sa che il sole dopo sarà troppo caldo per lui che è bene, invece, respiri il profumo del mare la mattina presto.

Dalla stessa veranda, la sera si osserveranno le luci degli chalet sulla spiaggia e delle barche al largo, mentre si gode di un piatto di pesce fresco che viene dalle botteghe del porticciolo
Chi ama la pizza potrà gustarla con piacere perché, per la vicinanza alla cultura partenopea, le pizze nulla hanno da invidiare a quelle che si mangiano a Mezzocannone nel cuore di Napoli.
Questa è la vita di oggi, una vita discreta fatta di cose semplici, di un fervore imprenditoriale quieto e tenace, quello che ha portato via la terra alla palude tanti anni fa e l'ha fatta diventare rigogliosa e produttiva, un popolo che si è abituato a collaborare con altri popoli e a rispettarli facendone una propria caratteristica culturale. Questo patrimonio culturale è diventato storia ed è studiato dai giovani che frequentano la sede dell'Università di Cassino proprio sul lungomare di Terracina, qui si ricercano nuove soluzioni per lo sviluppo del sistema agroalimentare e di quello turistico, ma soprattutto si formano coloro che saranno protagonisti del futuro di questa splendida terra.
Proprio quei giovani che la sera si riuniscono nelle piazze e nei locali della città e che trasmettono una gioiosa voglia di vivere che nasce da un fermento culturale nuovo e vivace.
I più anziani ricordano ancora l'aiuto che hanno avuto quando nel risanamento degli anni venti sono stati aiutati dai veneti che avevano più esperienza di loro nelle coltivazioni e a cui la terra della Bonifica è stata data anche come impegno ad aiutare lo sviluppo della popolazione che era già li. Di sicuro questa vocazione agraria viene da lontano.

Salendo sul monte che sovrasta la città, il monte Sant'Angelo, si raggiunge infatti la fortezza che circonda il tempio di Giove Anxur che da lassù guarda un ampio panorama che va dal golfo di Gaeta al promontorio epico del Circeo e, di fronte a sé, scorge le isole di Ponza. Ventotene e la riserva naturale di Palmarola.
Dalla terrazza costruita sul tetto del tempio si può veramente ammirare tutto il territorio di Terracina, il suo mare che lambisce la spiaggia chilometrica, le sue aree protette dove volano gli uccelli e si posano per il soggiorno oche selvatiche, come il Germano Reale, e colonie di Cormorani che hanno ormai sulla costa una dimora stabile.
I canali sull'orizzonte disegnano una geometria fluviale che dimostra l'intelligenza dell'architettura umana, e in un triangolo ben disegnato dalle strade e dai canali si vede la distesa delle serre, luccicanti per i nailon che le ricoprono e che proteggono le proprie preziose coltivazioni.

Da lassù si vede bene anche la città alta. Essa è allocata proprio sopra il porto, è circondata dalle mure residue del Borgo Medioevale basso, quasi tutte ancora abitate, al centro si colloca la Cattedrale di S. Cesario, dedicata a S.Silviano e costruita sulle rovine di un tempio romano a cinque navate, con accanto un bel campanile romanico. Accanto ad essa si erge la torre Frumentaria del XII secolo dove è conservato il museo civico.
Sotto la piazza del municipio si scorge, imponente, lo storico palazzo Braschi, costruito da PioVI alla fine del 700 per la propria famiglia e più in basso la chiesa del SS.Salvatore, grandioso edificio neoclassico progettato nel 1845 dall'architetto Andrea Sarti su precedente idea del Valandier. Scendendo e entrando
Il palazzo comunale rifatto negli anni venti discorda dall'architettura antica delle altre costruzioni che si affacciano nella piazza del centro storico, un esempio unico di pavimentazione romana in uso da 2000 anni, lastricata in calcare locale risalente al I se.a.C.
Esso però sta lì, come una sentinella moderna a protezione dei tesori più antichi che la fortezza conserva. Poi basta affacciarsi ad una qualsiasi delle sue finestre per restare ammirati dalla bellezza del panorama che da lì si vede tanto che a volte verrà di dire “andiamo al comune a fare una pratica così ci guardiamo il panorama del golfo”.

Proprio per i suoi tesori artistici e le tante preziose testimonianze di momenti di vita che vengono dal passato, Terracina è a tutti gli effetti una “città d'arte”. Pezzi di storia incastonati in vicoli stretti, che sono stati sepolti dal trascorrere del tempo e dalle costruzioni sovrastanti, come il teatro romano. La città lavora per liberare questo tesoro, che sembra ben conservato, e riportare alla luce l'arco disegnato dai gradini, il labirinto dei cunicoli sottostanti che è possibile scorgere dalla piazza, l'ampio spazio che questo antico luogo racchiude e che è possibile ammirare in parte, e in parte immaginare, risalendo una gradinata posta di fronte al palazzo del municipio.
Terracina parla dunque anche con una voce antica, fatta di storia e tradizione millenaria, e la città moderna, sensibile a questa voce e desiderosa di trasmetterne ancora il messaggio, si preoccupa di curare, rendere visibili e valorizzare i suoi tesori perché divengano patrimonio prezioso di tutti.
Il Municipio, situato nelle vie tortuose del Centro Storico non poteva racchiudere tutti i suoi uffici nell'unico edificio e non poteva certamente invadere gli edifici circostanti che hanno una loro storia e una loro ammirevole identità. Esso si è dunque ramificato sul territorio e con una strategia di allocazione geografica in considerazione della clientela da servire.
Tutto il settore che serve i cittadini imprenditori e svolge le pratiche autorizzatorie per qualsiasi attività produttive è collocato in una zona prospiciente il mare all'interno di una villa alberata e attrezzata per il gioco dei bimbi, la ex villa Tomassini.
Essa ha dietro un ampio parcheggio e ciò consente agli imprenditori un agevole accesso agli uffici e ai servizi. Qui si trova lo sportello unico per le attività produttive, il SUAP, che è stato costituito proprio per facilitare le pratiche autorizzatorie. Chi non volesse servirsi del portale www.marketing.territoriale.it/sudpontino per svolgere la sua pratica on line via internet può recarsi presso il SUAP e svolgere lì tutte le pratiche necessarie senza più girare in tanti uffici diversi della pubblica amministrazione.
Assieme a questo importante servizio ci sono anche quelli per il Turismo e il Demanio Marittimo proprio per la prossimità alle aree dove queste attività di svolgono.
Tutto il settore che serve i cittadini che hanno bisogno dei servizi sociali è invece allocato geograficamente a nord della città, in via Leopardi. Qui si trova una palazzina con un piccolo giardino antistante. Nonostante a prima vista la scalinata che conduce agli uffici appaia come un ostacolo, basta avvicinarsi per vedere che questa è stata bene attrezzata per consentire l'accesso a chiunque abbia difficoltà motorie. In questo modo i Servizi Sociali assolvono quotidianamente ai loro doveri di assistenza, aiuto, supporto, vicinanza ai cittadini anche attraverso l'ascolto delle loro problematiche.
A Borgo Hermada, vicino alle serre ci sono tutti i servizi dedicati agli agricoltori.
L'Ufficio di Relazioni con il Pubblico (URP) si trova invece in una bassa palazzina posta all'interno dell'area Grezzi, presso Piazza Mazzini, immersa nel verde di un parco. Nelle belle giornata di sole dagli uffici si vedono bambini giocare, mamme vigili chiacchierare e anziani godersi l'aria aperta sulle panchine.
Un luogo centrale, piacevole, vivo, particolarmente adatto ad un ufficio che ha come compito principale quello di accogliere il cittadino e guidarlo nel modo migliore in tutti gli aspetti della vita nel proprio Comune. Insomma un Municipio che serve la città e i suoi cittadini là dove vivono, mediante una organizzazione di rete basata su poli di servizi che consente di ridurre l'affollamento.
E i cittadini hanno bisogno di questi servizi perché sono industriosi. D'inverno si dedicano alle attività imprenditoriali con un occhio all'estate che verrà e all'accoglienza turistica che dovranno garantire. Si incontrano per confrontare le idee, per stabilire accordi e condividere progetti dentro e fuori gli eleganti bar nelle piazze a semicircolo che si trovano lungo la via Roma, dove si affacciano numerosi negozi e di sera si svolge il passeggio giornaliero.
In questi bar è possibile gustare le sfogliatelle e i babà napoletani e, d'estate, gustosi gelati di produzione propria, accanto ad un bicchiere del famoso moscato di Terracina, che, pur prezioso, ancora è possibile gustare.
Chi ha tempo può andarselo a gustare direttamente nelle vigne di Sant'Andrea dove è possibile comprare anche altre qualità di vino di altissimo pregio, premiato a livello nazionale.
I giovani hanno meno tempo! Di giorno studiano presso le scuole e l'università in città o si muovono per raggiungere le università vicine, quelle di Cassino, di Roma e di Napoli. Si preparano per continuare la tradizione dei genitori, ma anche a dare nuovo impulso allo sviluppo di una terra che ha mille potenzialità, alcune delle quali ancora molto da utilizzare.

Il Comune di Terracina partecipa al progetto "DEMANIO MARITTIMO on-line" come Capofila.